3
Dic

Ritorno all’ideale di “Campania Felix”

«È importante cambiare il punto di vista: Bagnoli è un luogo cerniera all’interno della più ampia area metropolitana di Napoli, che dunque connette l’area più conosciuta della città e del centro storico con l’area flegrea. Ecco che è un punto di contatto, non più una periferia; un cambio di visione importantissimo». A dirlo, al termine del tour inaugurale all’interno dell’ex sito industriale Italsider in occasione di Perspective Smart City 2025 – il forum di riferimento per l’innovazione nella progettazione e gestione urbana giunto alla sua seconda edizione e in programma a Napoli, appunto, l’1 e il 2 dicembre – i tecnici di Invitalia, soggetto attuatore e proprietario dell’area che ha il compito di attuare il Programma di Risanamento Ambientale e di Rigenerazione Urbana (PRARU).

Bagnoli è un luogo legato al suo passato industriale, ora al centro di una importante rigenerazione e che nel 2027 sarà protagonista, insieme alla città, di un evento del calibro della 38esima America’s Cup. Sarà la prima volta che la più antica e prestigiosa competizione velica si disputerà in Italia e, in virtù di una scelta anche dal grande valore simbolico, proprio l’area dell’ex polo industriale sarà il nodo centrale dell’intera manifestazione, ospitando per esempio le basi operative dei team velici. Tutto sarà reversibile e in continuità con il PRARU, i cui principali obiettivi sono la bonifica e il risanamento ambientale delle aree a terra e marina, la realizzazione delle infrastrutture interne al sito e la realizzazione di un parco urbano e di un waterfront (lo stabilimento ha chiuso definitivamente nel 1992 e fin dagli anni subito successivi si è iniziato a parlare di bonifica e di risanamento, pur senza successo).

Un po’ di storia

Il sito di Bagnoli si estende su un’area di circa 250 ettari, un tempo occupata dall’acciaieria Italsider. La presenza della fabbrica ha determinato un impatto estremamente rilevante sul territorio: dal punto di vista economico ha rappresentato una importante occasione di riscatto per Napoli, ma ha causato anche impatti irreparabili sull’ambiente e sulla salute dei lavoratori e dei cittadini delle aree urbane limitrofe. Ancora oggi i terreni sono contaminati, con la presenza in particolare di metalli pesanti e organici. Eppure Bagnoli è un luogo unico e tutelato.

Nel 2002, con la costituzione della Società di trasformazione urbana Bagnolifutura si è provato, per la prima volta, a dare attuazione al progetto di bonifica e rigenerazione urbana del sito, senza però ottenere risultati. A seguito della liquidazione della società e del suo successivo fallimento, nel 2015 il sito di Bagnoli è stato riconosciuto come Area di Rilevante Interesse Nazionale di Bagnoli-Coroglio (ARIN). Così è stato nominato un commissario straordinario di governo, oggi il sindaco Gaetano Manfredi, e un soggetto attuatore – Invitalia – incaricati dell’elaborazione, approvazione e attuazione del Programma di Risanamento Ambientale e di Rigenerazione Urbana (PRARU).

La bonifica e il risanamento ambientale delle aree a terra e dell’area marina

Tutto deve partire con il risanamento ambientale: quasi tutte le aree del sito di Bagnoli, a terra e a mare, sono soggette a interventi di bonifica. Le tecnologie di bonifica sono state determinate a partire da un’analisi integrata tra lo stato di contaminazione dei suoli e le destinazioni d’uso future. Tre le tecnologie di bonifica individuate: desorbimento termico, soil washing e bio-phytoremediation.

C’è poi il risanamento delle aree marine: per ripristinare la balneabilità, il progetto di risanamento prevede interventi di rimozione dei sedimenti contaminati, di capping e di confinamento dei sedimenti per impedire la ricontaminazione dei fondali. Il progetto di risanamento marino prevede, inoltre, la rimozione parziale della colmata a mare.

La realizzazione delle infrastrutture interne al sito e la rigenerazione urbana dell’area

A partire dal dimensionamento urbanistico previsto dal PRARU, il nuovo assetto dell’area è definito nel masterplan vincitore del concorso internazionale di idee Bagnoli UrbaNature, presentato dalla RTI S.Barch-Studio Bargone Architetti Associati, che racconta del ritorno all’ideale di “Campania Felix”, declinato secondo un’interpretazione contemporanea del genius loci.

Cuore della rigenerazione urbana sarà il grande parco urbano di 130 ettari che si affaccia sul mare. Al suo interno, i manufatti di archeologia industriale verranno conservati per poi accogliere nuovi usi pubblici e privati.

L’ex Turtle point, attualmente affidato in concessione alla stazione zoologica Anton Dohrn e un tempo struttura nota come “tre bicchieri”, diventerà per esempio il nuovo Marine farm, centro di ricerche in biotecnologie marine. Inoltre sarà realizzato un nuovo Polo tecnologico dell’Ambiente, come pure un  New Science Center per la divulgazione scientifica.

Ai suoi margini, le aree di sviluppo insediativo si caratterizzano per una forte mixitè di usi dell’abitazione, del lavoro, dell’istruzione, della cultura, del tempo libero, del turismo e del commercio. Ci sarà poi il nuovo waterfront, che rappresenterà la linea di contatto tra il parco urbano e il mare, da restituire alla balneabilità, realizzando una lunga passeggiata con attività culturali, ristorative, ricettive e sportive.

«Bagnoli è un luogo di grandi potenzialità ambientali e sociali. Crediamo che questo sia uno spazio urbano da restituire alla comunità, che per lungo tempo vi è stato sottratto: i cittadini devono poter godere del suo mare, ma anche del suo verde. Dobbiamo generare valore economico e sociale in un piccolo quartiere che guarda al futuro e che parte da zero come smart city; per questo stiamo mettendo in campo le migliori professionalità», ha concluso Gaetano Manfredi, sindaco del Comune di Napoli, Commissario Straordinario di Bagnoli Coroglio e Presidente Anci.