Nuove prospettive: la rivincita del bello
Osservare la città mentre cambia forma e si trasforma, riflettere sul rapporto tra storia, territorio, sperimentazione e tecnologia, mobilitare competenze e portare a un cambiamento e a una riqualificazione positiva per la comunità. Napoli, e ancor più nello specifico Bagnoli, sono un laboratorio e un punto di osservazione privilegiati di tutto questo, di un processo di rigenerazione urbana che è stato il cuore della prima giornata di Perspective Smart City 2025, il forum di riferimento per l’innovazione nella progettazione e gestione urbana giunto alla sua seconda edizione e in programma a Napoli, appunto, l’1 e il 2 dicembre. Frutto del consolidato know-how del Gruppo Maggioli e della rivista THE PLAN, l’evento si è aperto con un tour di Bagnoli, luogo legato al suo passato industriale ora al centro di una importante rigenerazione e che nel 2027 sarà protagonista, insieme alla città, di un evento del calibro della 38esima America’s Cup.
Anche di questo, dunque, si è parlato durante il tour e, soprattutto, durante la conferenza plenaria di inaugurazione del forum, moderata dal direttore del quotidiano Il Mattino, Vincenzo Di Vincenzo, e dal titolo Nuove prospettive: la rivincita del bello. Vocazioni territoriali e saperi locali per strategie di sviluppo condivise. Dopo il benvenuto di Amalia Maggioli, Consigliere Delegato, Commerciale, Marketing, Estero Gruppo Maggioli, sono intervenuti Stefano Betti, Vicepresidente Ance, Associazione nazionale costruttori edili; Remo Chiodi, Direttore Generale Ministero dell’Agricoltura, della Sovranità Alimentare e delle Foreste – MASAF, Luca Crispino, Direttore Commerciale Area Sud Business to Government Edison Next (main partner dell’evento); Costanzo Jannotti Pecci, Presidente Unione industriali di Napoli; Maria Elena Perretti, Responsabile Advisory CDP; Giovanni Portaluri, Responsabile dell’Area Investimenti Pubblici Invitalia e Michele Talia, Presidente INU, Istituto nazionale di urbanistica.

Restituire alla città un luogo a lungo sottratto
Ad aprire i lavori, con un intervento di indirizzo, lo stesso sindaco di Napoli, nonché commissario straordinario di Bagnoli Coroglio e presidente Anci, Gaetano Manfredi, che ha sottolineato «le grandi potenzialità di Bagnoli» e la necessità di «restituire alla comunità un luogo troppo a lungo sottratto».
Se, da una parte, il quadro di riferimento è il programma di risanamento ambientale e di rigenerazione urbana – ispirato ai principi della sostenibilità ambientale, energetica e idrica, nonché all’impiego delle fonti energetiche rinnovabili –, dall’altro si sono appunto innestati i lavori legati alla Coppa America; opportunità, quest’ultima, «di accelerazione e di rapida bonifica del mare», le parole del primo cittadino, che ha parlato di Napoli come di una «città in cammino», ovvero in trasformazione, definizione ripresa da diversi partecipanti alla conferenza inaugurale. Tra questi, Giovanni Portaluri, che ha così introdotto i concetti di «flessibilità ed elasticità» per approcciarsi a città che cambiano e che possono diventare oggi smart city. Bagnoli, a suo avviso, è un emblema perfetto di tutto questo e l’America’s Cup un ulteriore elemento di accelerazione. «Non si tratta più solo di recuperare edifici o aree degradate, ma di ripensare funzioni, mix d’uso e qualità ambientale. Si tratta di generare contesti in grado di offrire servizi efficienti, sicurezza, accesso digitale e spazi condivisi», ancora le parole di Portaluri.

Bagnoli, un laboratorio per il Paese
Complessità, sfide, attese: l’intera storia di Bagnoli può essere messa a sistema per l’oggi e il domani. Può diventare un «laboratorio», volendo usare le parole di Michele Talia. «Il caso Bagnoli si propone come uno spartiacque culturale tra una interpretazione della rigenerazione come pratica prettamente edilizia – sempre le sue parole –, che in Italia rischia purtroppo di prevalere, e una visione che metta in risalto la ricchezza, la complessità e il vasto respiro dei processi di rigenerazione urbana e territoriale».
«Gli interventi da porre in essere sono tanti, dal potenziamento dei trasporti e della logistica al recupero di decoro urbano, dalla bonifica del sottosuolo alla qualificazione degli impianti sportivi e al sostegno della partecipazione civica, creatrice come hanno dimostrato lodevoli esperienze affiancate anche dalla nostra associazione, di capitale sociale e posti di lavoro – ha aggiunto Costanzo Jannotti Pecci –. Tutto questo deve essere tuttavia indirizzato da una visione, da una strategia, con una governance che dia continuità alle decisioni e coerenza agli investimenti».
Rigenerazione e transizione energetica
Nel parlare di rigenerazione non si può non parlare di transizione energetica, tema di cui si occupa, Edison Next, società del Gruppo Edison che accompagna aziende, pubbliche amministrazioni e territori nel loro percorso di decarbonizzazione e transizione ecologia. Nell’ambito della pubblica amministrazione Edison Next porta avanti percorsi di trasformazione delle città «in realtà sostenibili, sicure, intelligenti e a misura d’uomo, sostenendo un modello in cui fonti energetiche rinnovabili si integrano con soluzioni digitali, valorizzando le risorse locali e garantendo risparmi in termini sia energetici sia emissivi, a beneficio anche dell’evoluzione sociale dei territori – ha sottolineato Luca Crispino –. Il caso di Napoli rappresenta un esempio significativo di come la riqualificazione dell’illuminazione non abbia soltanto un valore funzionale, limitato al risparmio energetico e delle emissioni, ma porti ai territori dei benefici concreti anche in termini sociali. Per precisa scelta dell’amministrazione le opere di riqualificazione dell’illuminazione pubblica sono partite proprio dalle periferie, ma altrettanto importanti sono i casi di riqualificazione dell’illuminazione dei pontili di Bagnoli e di Castel dell’Ovo».

«Nessuna scelta di investimento – ha evidenziato anche Maria Elena Perretti – può più prescindere dalla valutazione della sostenibilità nel tempo. Nel momento in cui si programmano gli interventi è necessario ragionare con un respiro ampio, che non guardi solo alla fase di realizzazione ma anche a quella di gestione ed esercizio. Questo è uno degli elementi fondamentali per imparare a spendere bene e investire per realizzare obiettivi concreti come ci ha dimostrato anche il Pnrr».

Una rivoluzione anche normativa
Nella rigenerazione urbana in senso più generale e in quella di Bagnoli più nello specifico, un ruolo altrettanto importante può averlo un partenariato pubblico privato, così come ricordato da Remo Chiodi: «Servono competenze e risorse, anche private, che vadano a integrarsi con quelle pubbliche che il governo o le amministrazioni pubbliche possono mettere a disposizione. Questo connubio è fondamentale, mentre per troppo tempo si è guardato al Ppp come uno strumento troppo complesso. Da Bagnoli e da Napoli arrivano esempi importanti». Eppure, a fare la differenza, sono e saranno le norme: proprio per garantire la possibilità di una riqualificazione e di una evoluzione delle città, c’è bisogno di «norme urbanistiche aggiornate, snelle e di semplice attuazione». Su questo, per esempio, si è soffermato Stefano Betti, che ha ribadito come «per rigenerare sia necessario avere degli strumenti urbanistici chiari e attuali per pianificare, in regime ordinario, la trasformazione».

